Ritiro unilaterale dei Lakotah da tutti gli accordi e trattati con gli Stati Uniti d'AmericaNoi, come popolo amante della libertà Lakotah siamo il predecessore sovrano del Territorio Dakota, come evidenziato daiTrattati con il Governo degli Stati Uniti, compreso, ma non limitatamente a, il Trattato del 1851 ed il Trattato di 1868 di Fort Laramie.
Il Lakotah, formalmente e unilateralmente si ritira da tutti i trattati ed accordi imposti dal Governo degli Stati Uniti sul popolo Lakotah.
Il Lakotah, e la sua popolazione, ha atteso per almeno 155 anni che gli Stati Uniti d'America aderissero alle disposizioni dei trattati sopra citati. Le continue violazioni dei termini di questi trattati hanno portato a quasi annientare il nostro popolo fisicamente, spiritualmente e culturalmente.
Il Lakotah respinge la politica dell' "annientamento tramite l' appropriazione" perpretata dagli Stati Uniti dal 1871 a oggi.
Inoltre, le prove di gravi violazioni dei sopra citati trattati sono elencate di seguito.
Il Lakotah incoraggia gli Stati Uniti d'America, attraverso il suo governo, ad entrare in dialogo con il Lakotahper quanto riguarda i confini, la terra e le risorse ivi indicate. Si prega di contattare la Sezione Interessi Lakotah, Naomi Archer, al (828) 230-1404 o info@Lakotafreedom.com.
Qualora gli Stati Uniti ed i loro governi subordinati scegliessero di non agire in buona fede relativamente alla rinascita della nostra nazione, avvisiamo il governo degli Stati Uniti che il Lakotah inizierebbe ad amministrare gravami sulle operazioni immobiliari
entro l'area dei cinque stati dei Lakotah.
Il Lakotah, attraverso il suo governo, ha nominato i seguenti rappresentanti per ritirarsi da tutti i trattati con gli Stati Uniti d'America, in base alla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, entrata in vigore nel 1980 ed alla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni 2007:
Teghiya Kte
Finora conosciuto come Gary Rowland
Canupa Gluha Mani
Finora conosciuto come Duane Martin Sr.
Oyate Wacinyapin
Finora conosciuto come Russell Means
Mni yuha Najin Win
Finora conosciuta come Phyllis Young
oooOOOooo
articoloI discendenti di Toro Seduto e Cavallo Pazzo si staccano dagli USA
WASHINGTON (AFP) - Gli indiani Lakota, che hanno dato al mondo i leggendari guerrieri Sitting Bull (Toro Seduto, ndt) e Crazy Horse (Cavallo Pazzo, ndt), recedono dai trattati con gli Stati Uniti, così ha riferito il loro leader.
"Noi non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che vivono nell' area dei Cinque Stati su cui si estende il nostro territorio è libero di unirsi a noi", ha riferito l' attivista per i diritti indiani Russell Means ad un gruppo di giornalisti e aduna delegazione dell' ambasciata boliviana, riuniti in una chiesa di un quartiere di Washington per una conferenza stampa.
Una delegazione dei leader Lakota ha consegnato Lunedì un messaggio al Dipartimento di Stato, annunciando il loro ritiro unilaterale dai trattatti da loro firmati con il governo federale degli Stati Uniti, alcuni di loro più di 150 anni fa.
Essi hanno anche visitato le ambasciate di Bolivia, Cile, Sudafrica e Venezuela, e continueranno nella loro missione diplomatica estendendola all' estero nelle prossime settimane e mesi, hanno riferito alla conferenza stampa.
Il territorio Lakota comprende parti degli stati del Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana e Wyoming.
Il nuovo paese potrebbe emettere i propri passaporti e patenti di guida, e viverci sarebbe esentasse, purché i residenti rinuncino alla loro cittadinanza americana, ha detto Means.
I trattati firmati con gli Stati Uniti sono semplicemente "inutili parole su carta senza valore", dicono gli attivisti per la libertà Lakota sul loro sito web.
I trattati sono stati "ripetutamente violati, al fine di rubare la nostra cultura, la nostra terra e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita ", dice il rinato movimento per la libertà.
Ritirarsi dai trattati è stato interamente legale, dice Means.
"Questo è in accordo con le leggi degli Stati Uniti, in particolare con l'articolo sesto della Costituzione", in cui si afferma che i trattati sono la legge suprema del paese, ha detto.
"E' anche nell'ambito delle leggi sui trattati passati alla Convenzione di Vienna e messo in atto da parte degli Stati Uniti ed il resto della comunità internazionale nel 1980. Siamo legalmente entro i nostri diritti di essere liberi e indipendenti", ha detto Means.
I Lakota rilanciarono il loro cammino verso la libertà nel 1974, quando redassero una dichiarazione di indipendenza continua -- un palese richiamo al titolo della Dichiarazione d' Indipendenza degli Stati Uniti dall' Inghilterra.
Sono trascorsi trentatre anni da allora perché "si necessita di una massa critica per combattere il colonialismo e abbiamo voluto fare in modo che tutte le nostre anatre fossero in fila", ha detto Means.
Un anatra si è messa a posto nel mese di settembre, quando le Nazioni Unite hanno adottato una dichiarazione non vincolante sui diritti delle popolazioni indigene nonostante l'opposizione degli Stati Uniti, che dissero che era in contrasto con le proprie leggi.
"Abbiamo 33 trattati con gli Stati Uniti che loro non hanno rispettato. Essi continuano a prendere la nostra terra, la nostra acqua, i nostri figli", ha detto alla conferenza Phyllis Young, che ha contribuito ad organizzare la prima conferenza internazionale sui diritti indigeni a Ginevra nel 1977.
L' "annessione" degli Stati Uniti delle terre dei nativi americani ha fatto si che, quelle che un tempo erano fiere tribù come i Lakota, sono diventate dei meri "facsimile delle persone bianche", ha detto Means.
L' oppressione nelle mani del governo degli Stati Uniti ha preso il suo pedaggio sui Lakota, i cui uomini hanno una tra le più basse aspettative di vita di tutto il mondo, meno di 44 anni.
I suicidi tra gli adolescenti Lakota sono il 150 per cento sopra la norma degli Stati Uniti, la mortalità infantile è cinque volte superiore alla media degli Stati Uniti e la disoccupazione è diffusa, riporta il sito web del movimento di liberazione.
"La nostra gente vuole vivere, non solo sopravvivere o strisciare ed essere mascotte", ha detto la Young.
"Non stiamo cercando di mettere in imbarazzo gli Stati Uniti. Siamo qui per continuare la lotta per i nostri figli e nipoti", ha detto, prevedendo che la battaglia non sarà vinta nell' arco della sua vita.